FINE CORSA PER L’ALLEVAMENTO INTENSIVO

È TEMPO DI TRASFORMARE IL NOSTRO SISTEMA ALIMENTARE GLOBALE

L'allevamento intensivo è la principale causa di sofferenza per gli animali sul pianeta e sta rapidamente diventando una delle maggiori sfide ambientali del nostro tempo.

Il nostro sistema alimentare globale è in bilico sull'orlo di un precipizio e, senza un'azione immediata, il futuro del nostro pianeta e di tutti i suoi abitanti è in pericolo.

L'allevamento intensivo è un disastro per gli animali, che vengono confinati e sfruttati a miliardi in nome del profitto. Ma non è mai stato più chiaro che gli impatti catastrofici dell'agricoltura animale intensiva si estendono ben oltre gli allevamenti e il benessere degli animali: l'allevamento intensivo distrugge il nostro ambiente, degrada i nostri suoli, decima fauna selvatica preziosa, mette in pericolo la salute pubblica, contamina le comunità e alimenta la crisi climatica.

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Gentili Funzionari dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, Vi invitiamo a istituire un Accordo globale sull'alimentazione e l'agricoltura, che includa:

  • La fine dell'agricoltura animale industriale
  • Una riduzione della produzione mondiale di alimenti di origine animale, che preveda che il consumo di questi prodotti sia ridotto di almeno il 70% nelle popolazioni ad alto consumo entro il 2030 e del 60% a livello globale entro il 2050
  • Un passaggio a sistemi agricoli rigenerativi e agroecologici, garantendo contesti normativi e finanziari che sostengano una giusta transizione
  • La tutela dei diritti delle popolazioni indigene che subiscono gli impatti negativi dell'agricoltura animale industriale della produzione di mangimi

Gentili Funzionari dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite,

Vi invitiamo a istituire un Accordo globale sull'alimentazione e l'agricoltura, che includa:

  • La fine dell'agricoltura animale industriale
  • Una riduzione della produzione mondiale di alimenti di origine animale, che preveda che il consumo di questi prodotti sia ridotto di almeno il 70% nelle popolazioni ad alto consumo entro il 2030 e del 60% a livello globale entro il 2050
  • Un passaggio a sistemi agricoli rigenerativi e agroecologici, garantendo contesti normativi e finanziari che sostengano una giusta transizione
  • La tutela dei diritti delle popolazioni indigene che subiscono gli impatti negativi dell'agricoltura animale industriale della produzione di mangimi